Parigi
gusto vegano

Parigi è sempre bella. E’ una città curiosa e accogliente. Lo è con i sui bar e bistrot, con la sua lingua musicale, con i modi gentili di molti parigini. Bonjour non si dice, si canta.

Immagine della Tour Eiffel

La Tour Eiffel e Parigi by night

Andare a Parigi con l’idea di visitare e assaggiare il cibo servito nei vari locali vegan sparsi sul territorio, non è forse un’idea originale, ma è quella che ha portato me e Angela in questa città, pochi giorni prima di Natale.

Circa tre giorni di tempo ed ecco dove ci ha condotto il nostro cuore vegan (e come abbiamo svuotato il portafoglio).

La prima sera una cenetta veloce nel piccolo e affollato locale Le Potager du Marais. Pochi tavoli, servizio spartano, prezzi alti: dai 16 ai 19 euro i piatti principali, e le entrees dai 6,50 ai 10 euro.

Abbiamo assaggiato verdure saltate con tofu e un piatto con involtini di melanzane fritte farcite con formaggio (suppongo Vegusto) e pomodori secchi, accompagnati da purè di patate. Entrambi buoni, ma un po’ cari. Per il dolce ci siamo lanciate con entusiasmo su una Crème brulèe, che è stata la nostra prima grande delusione per il sapore poco gradevole.

Immagine de Le Potager du Marais

Le Potager du Marais

La mattina seguente, dopo la prima colazione in un Le Pain Quotidien (se ne trovano diversi a Parigi e offrono anche piatti e colazione vegan), dopo aver girato a piedi per le strade di Parigi (tanto da desiderare un sano massaggio), munite di ombrello perché pioveva, dopo aver visitato la libreria storica Shakespeare and Company (deliziosa), ci siamo riparate in un ristorante vegetariano e biologico Grenier de Notre Dame per scegliere dal menù vegan due piatti Assiette Berbere, anche questi cari: ben 18 euro ciascuno.

In effetti valgono un pranzo completo, tanto sono ricchi. Ma nulla di speciale, con tofu alla griglia e verdure, sia crude che cotte. Se dovessi tornarci, opterei per due antipasti o per un piatto più misurato.

Immagine de le Grenier de Notre Dame

Grenier de Notre Dame

Fra le mete della prima giornata a Parigi, avevamo pensato di andare al Vegan Follie’s, un nome un programma.
Questa è stata la nostra seconda delusione. Non avevamo grandissime aspettative, ma la realtà è stata ancora più deludente. Il locale si presenta con una vetrina sguarnita e con poca scelta (era primo pomeriggio, non ci sono scuse). Per sedersi, ci sono solo tre sgabelli alti e un piano al muro per appoggiarsi. Abbiamo preso una porzione di torta al cioccolato e un muffin. Dei due meglio il muffin, guarnito con mousse di cioccolato alla nocciola direi buona, si, buona. Ma tutto qui, non certo follie!

Immagine de vegan folie's

Vegan Folie’s

La sera siamo poi approdate, stanche morte (dopo aver visto anche la Torre Eiffel e gli Champs Elysees), da Loving Hut (Boulevard Beaumarchais) 100% vegan, dove abbiamo trovato personale vegan e, in particolare, una ragazza molto gentile, italiana, felice di vederci.
Qui abbiamo preso due insalate con avocado accompagnate da una salsa veramente squisita a base di nocciola, con agro di limone e altri ingredienti; degli involtini fritti Patès Impériaux (tipo involtini primavera, quelli cinesi), veramente gustosi anche questi con una salsa agro-dolce con zeste di buccia d’arancia; e due Soupe Pho Aulacien, un piatto famoso nel locale a base di noodles (un tipo di pasta usata soprattutto nei paesi asiatici) e tofu. Una zuppa interessante e buona dopo una giornata a piedi per tutta Parigi. Spesa totale: 42 euro, direi accettabile.

Immagine del Loving Hut Parigi

Loving Hut Parigi

Il secondo giorno, sabato, avevamo un programma fitto e come trottole e con l’uso del Metrò ci siamo spostate in varie zone per mescolare turismo tradizionale e vegan culinario. Nel mercato alimentare coperto di Batignolle, fra un banco di pezzi di carne e uno di pesce, in mezzo a odori forti, violenti e pungenti, spunta il lodevole My Kitch’in, un angolo vegan, colorato, con un grande banco e 3 tavolini.
Nel poco spazio a disposizione hanno trovato anche il posto per materiale informativo. Peccato che i “profumi” degli altri banchi (di carne e pesce), ci abbiano costrette alla fuga.

Immagine del my kitchn

My Kich’in

Questo sabato prima di Natale è stato quello giusto per visitare il “Village de Noel Vegan”, un mercato organizzato ogni anno dall’associazione L214, vegana, in piazza de la Repubblique (appunto, il sabato prima del Natale). Circa 25 banchi con cibo, informazione, gadget, libri, prodotti vegan. Qui abbiamo mangiato al volo un buon hamburger (8 euro) e una cioccolata calda.

Poi ci siamo dirette a visitare Un Monde Vegan, un market molto fornito di prodotti confezionati, alimentari e prodotti per l’igiene intima e della casa, qualche libro e pochi modelli di scarpe. Qui abbiamo acquistato un libro sui muffin e tre scatolette di Faux gras (falso grasso, l’alternativa vegan al patè d’oca), che all’aeroporto ci hanno sequestrato!

Immagine del Un Monde Vegan

Un Monde Vegan

Per la sera del sabato avevamo prenotato la cena al Gentle Gourmet Cafè, un locale vegan, moderno. Abbiamo ordinato un antipasto in due (Bagel, niente di speciale, del pane con maionese e tempeh),un piatto di Cannelloni, veramente buoni, e un Bourguignon (seitan e funghi servito in una ciotola di zucca al forno), anche questo buono.

Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stato il dolce (uno in due), una bavarese al cioccolato, veramente squisita. Costo totale, compresa una piccola bottiglia di vino, 74 euro (le porzioni sono abbondanti, si dividono bene in due).

La mattina della domenica, prima di partire abbiamo girato ancora un po’ fra le vie di Parigi e sulla nostra strada abbiamo incontrato un bistrot vegetariano (40% vegan), Cafè Pinson.
Locale molto carino e accogliente, famoso per il brunch della domenica (era già pieno). Se volete andarci ricordatevi di prenotare e di chiedere la versione vegan! Poi ci siamo imbattute nel piccolo ma curato Hank Vegan Burger, solo un tavolo per sedersi, abbiamo dato una sbirciatina e via.

Immagine del Hank Vegan Burger

Hank Vegan Burger

Il nostro pranzo prima di ripartire è stato veloce, con un falafel mangiato su una panchina, ma che falafel! Lo potete assaggiare da L’As du fallafel (in Rue Des Rosiers), con una discreta fila all’esterno del locale.
Ma sono ben organizzati e scorre veloce e poi vale la pena. Come varrà certamente la pena tornare a Parigi per completare il tour dei locali vegan, perché certo non li abbiamo visitati tutti.

Immagine di Rue des Rosiers

Rue des Rosiers

Se vuoi andare a Parigi ecco due link utili:

Puoi leggere altre guide su viaggi vegan nel blog collegato a Gusto Vegan

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